
L’OSSERVATORIO METEOROLOGICO A CASTELLANETA Breve biografia Mauro Perrone, nacque a Castellaneta nel 1831 da un’antica famiglia, che aveva dato alla nostra città diversi amministratori fin dal 1571, nonché giuristi ed ecclesiastici. Di professione ingegnere, nel 1861 fu Capitano della Guardia Nazionale (la formazione di difesa contro il brigantaggio, costituita dalla borghesia terriera); nel 1875 risulta Comandante della Polizia Urbana e quindi fu Sindaco di Castellaneta dal 1889 al 1892. Nel 1875, organizzò nella abitazione un osservatorio di meteorologia, riconosciuto nel 1882 dal Governo e inserito nella rete nazionale metereologica. Foto Cav. M. Perrone Tratto dal libro "storia documentata della città di Castellaneta e sua descrizione pel Cav. Mauro Perrone" del 1896 ci descrive nei minimi dettagli la situazione climatica di quel periodo, un eccezionale e unico documento del nostro Paese con dati di ogni parametro atmosferico. Un ringraziamento ad un mio collega Agr. Rocco Perniola per avermi fornito codesto documento. Gli strumenti Sin da più di venti anni or sono avea cominciato, per mia natural propensione e diletto, a fare delle osservazioni di meteorologia, delle quali teneva un quotidiano registro, e che mensilmente trascriveva all’egregio Prof. De Giorgi in Lecce, promotore degli studii meteorologici e fondatore delle molte stazioni meteoriche sparse per la nostra provincia. Recatomi poscia nel 1880 al primo congresso di meteorologia in Torino, fui annoverato tra i soci dell’Associazione meteorologica Italiana sedente in Moncalieri.
Da allora il mio Osservatorio divenne anch’esso una delle maglie di quella rete di vedette meteoriche che si stende da un capo all’altro dell’Italia (1). Intervenni al secondo congresso tenuto in Napoli il 1882, e nello stesso anno quell’osservatorio fu compreso nel novero di quelli riconosciuti dal Governo, sotto gli auspici dell’Ufficio centrale di Meteorologia e Geodinamica che siede in Roma, diretto da quell’altro illustre astronomo e meteorologista, che è il Prof. Comm. Pietro Tacchini. L’Osservatorio è oggi fornito dei seguenti istrumenti: Un barometro Fortin, Un termometro a mercurio, con scala incisa sul vetro, divisa in decimi di grado, da -3° a 100°C. Un anemoscopio a quadrante di 80 centimetri, Un mulinello di Robinson con suoneria, Un psicrometro a ventilatore, Un termometro a massima, Un termometro a minima, Un nefoscopio, sistema Cecchi, Un barografo Richard, Un termografo Richard, Un evaporimetro. Questi tre ultimi istrumenti mi furono graziosamente forniti dal prelodato Ufficio centrale di meteorologia, gli altri sono stati da me acquistati o costruiti. Il barometro e i termometri furono comparati cogli strumenti campioni che recò seco il Prof. Comm. Elia Millosevich Vice – Direttore dell’Ufficio centrale di meteorologia, venuto appositamente in Castellaneta nel 1883. Come si pratica in tutti gli osservatori, anche in questo mio eseguo le osservazioni tre volte al giorno, cioè alle 9 del mattino e alle 3 e 9 ore della sera, oltre quelle della massima e minima temperatura della giornata. Esse riflettono l’andamento del barometro e del termometro, la tensione del vapore, l’umidità relativa, l’evaporazione, lo stato dell’atmosfera, cioè quantità e forma delle nuvole, il vento superiore e l’inferiore, le precipitazioni acquee come pioggia, neve, grandine, rugiada, la nebbia non che gli altri fenomeni che si presentano nella bassa atmosfera, cioè iridi, aloni solari e lunari, e finalmente le stelle cadenti, bolidi ecc. sono in tutto, comprese le riduzioni alla media della giornata, ed esclusi i fenomeni non quotidiani, 35 osservazioni o computi alla giornata, e quindi 1050 per ciascun mese, e 12600 per l’intero anno. Per i temporali ed i terremoti fo delle osservazioni speciali. Di tutte le osservazioni che noto nei miei registri, spedisco ogni decade una copia su apposite schede alle suddette Direzioni di Roma e di Moncalieri. Esse vengono pubblicate negli Annali dell’ufficio centrale meteorologico italiano edito in Roma, e nel bollettino mensuale dell’Osservatorio centrale di Moncalieri, e pubblicate altresì ed analizzate e comparate con quelle degli altri osservatori della Provincia, dal Prof. De Giorni. A misura che queste pubblicazioni veggono la luce vengono spedite al mio osservatorio. Il predetto Ufficio centrale di Roma m’invia altresì il Bollettino meteorico quotidiano, che riporta le osservazioni fatte della giornata in tutti gli osservatori d’Italia e nei principali d’Europa, non che la Rivista meteorico – agraria decadici ed il Bollettino dei movimenti tellurici. L’anno meteorologico incomincia col primo di decenbre e termina al 30 novembre dell’anno seguente: costituiscono l’inverno i mesi di dicembre, gennaio e febbraio: la primavera marzo, aprile e maggio: l’està giugno, luglio ed agosto: l’autunno settembre, ottobre e novembre. (1) Nella provincia nostra non vi sono che tre Osservatori, cioè quello di Lecce, di Gallipoli e il mio
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